Fritz Pfeffer

Fritz Pfeffer nasce il 30 aprile 1889 a Giessen (Germania). I suoi genitori sono ebrei e hanno un negozio di abbigliamento nel centro della città. La famiglia è religiosa e anche Fritz rimarrà osservante. Dopo il liceo, Fritz studia a Berlino per diventare dentista, ed è qui che successivamente aprirà lo studio dentistico. Nel 1926 sposò Vera Bythiner che era molto più giovane di lui. Il 3 aprile 1927, nasce il figlio Werner. Il matrimonio di Fritz e Vera fallisce ed i due  divorziano nel 1933. Werner rimane con il padre a cui era stato affidato.

Dopo il divorzio Fritz Pfeffer inizia a frequentare Charlotte Kaletta. A causa delle leggi razziali di Norimberga, emanate nel 1935 e che proibiscono i matrimoni tra ebrei e non ebrei, non possono sposarsi. Fritz Pfeffer e Charlotte Kaletta emigrano nei Paesi Bassi dopo la Notte dei Cristalli. Anche qui la coppia non può sposarsi. Essi vorrebbero stabilirsi in America latina, ma non riescono a uscire dall’Olanda. Werner verrà mandato in Inghilterra.

Werner va in Inghilterra

Dopo la Notte dei Cristalli, Fritz fa in modo che Werner ottenga un posto sulla nave verso l’Inghilterra. L’Inghilterra accetta ancora piccoli nuclei di profughi ebrei, soprattutto bambini. Werner probabilmente apparteneva al gruppo di 350 profughi che, partiti dal nord della Germania, giunsero ad Harwich il 15 Dicembre 1938.

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L’ottavo clandestino

Il 16 novembre 1942 Fritz Pfeffer entra in clandestinità nascondendosi nell’Alloggio segreto. Pfeffer è un dentista ebreo di Amsterdam, conoscente dei Frank, e tra i suoi pazienti vi è Miep Gies. Un giorno egli le chiede se può indicargli un nascondiglio. Miep si reca da Otto Frank e gli pone la stessa domanda. Dopo essersi consultato con gli altri clandestini e con Johannes Kleiman e Victor Kugler, Otto decide che è possibile accogliere un ottavo inquilino.

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Miep come corriere

Miep Gies funge da corriere tra Fritz e Charlotte. "Mi incontravo una volta a settimana con Charlotte Kaletta, una donna bionda e affascinante, di un anno più grande di me. Le consegnavo lunghe lettere, e lei mi dava lettere, libri, pacchetti e gli strumenti da dentista che lui aveva chiesto. (...) Ho finto di non avere idea di dove suo marito fosse andato a nascondersi, ma Charlotte era una donna discreta e sensibile. Sapeva che era meglio non fare domande e non mi ha mai chiesto niente. Ci scambiavamo solo lettere e pacchi, ogni settimana.”

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30 aprile 1889

Nasce a Gießen (Germania).

1926

Fritz sposa Vera Bythiner.

3 aprile 1927

Nasce Werner, il figlio di Fritz e Vera.

1933

Fritz e Vera divorziano, Werner va ad abitare con Fritz.

1935

Fritz e Charlotte non possono sposarsi perchè è loro vietato dalle legge razziali di Norimberga.

Dicembre 1938

Fritz manda il figlio Werner, con un convoglio di bambini, in Inghilterra presso dei parenti e, dopo la Notte dei Cristalli, fugge con Charlotte nei Paesi Bassi.

16 novembre 1942

Fritz si nasconde nell’Alloggio segreto.

4 agosto 1944

I clandestini sono arrestati e vengono mandati nel campo di transito di Westerbork (Paesi Bassi).

3 settembre 1944

Deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau (nella Polonia occupata dai Tedeschi).

6 settembre 1944

Arrivo ad Auschwitz. Fritz sopravvive alla selezione.

Ottobre 1944

Deportazione nel campo di concentramento di Neuengamme (Germania).

20 dicembre 1944

Fritz Pfeffer muore a Neuengamme.

Fine 1945

Charlotte Kaletta apprende che Fritz è morto.

1946

Werner parte per gli Stati Uniti e cambia il suo nome in Peter Pepper.

9 aprile 1953

La data del matrimonio tra Charlotte e Fritz è fissata con validità retroattiva al 31 maggio 1937.

15 febbraio 1995

Peter Pepper muore.

L’ambiente di Fritz

Anne Frank Figlia di Otto e Edith, sorella di Margot

Anne fa spesso la spiritosa, ma ha anche un lato serio

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Miep Gies Moglie di Jan Gies

Miep è segretaria nell’azienda di Otto Frank, Opekta

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Anne scrive di Fritz

“Il signor Pfeffer, l’uomo che si diceva andasse tanto d’accordo con i bambini, si trasforma nell’educatore più antiquato con barbosissime prediche sulle buone maniere.”