Otto legge il diario di Anne
In una lettera alla madre del 22 agosto 1945 Otto Frank nomina per la prima volta il diario di Anne: "Miep è riuscita per caso a salvare un album di fotografie e il diario di Anne. Non ho avuto la forza di leggerlo." Un mese più tardi Otto inizia a leggere il diario della figlia e in una lettera alla madre scrive: "Non riesco a smettere di leggere il diario di Anne. È incredibilmente avvincente! Non voglio però che finisca nelle mani di altri perché ci sono scritte molte cose che nessun altro deve leggere, ma ne farò un riassunto".
Migliore amica
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Lotta per la riconciliazione
Nel dopoguerra Otto Frank si è impegnato per i diritti dell’uomo e per il rispetto degli altri.
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Otto Frank
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"Profondità di pensiero e di sentimento"
Alla fine degli anni sessanta Otto Frank ripensa a ciò che aveva provato nel leggere il diario per la prima volta: "Iniziai a leggerlo un po’ alla volta, un paio di pagine al giorno, di più non riuscivo, ero sommerso dai ricordi dolorosi. Per me fu una vera rivelazione. In quelle pagine ritrovai una Anne completamente diversa dalla figlia che avevo perduto. Non avevo idea che i suoi pensieri e i suoi sentimenti fossero tanto profondi."
"Tanta forza dalla fede in Dio"
"Che Anne avesse talmente approfondito il problema e il significato della sofferenza degli ebrei attraverso i secoli, che avesse tratto tanta forza dalla fede in Dio fu una vera sorpresa per me. Mi ricordo che Anne non dimostrava mai particolare interesse durante la celebrazione delle feste ebraiche o quando il venerdì Fritz Pfeffer recitava le preghiere serali. Restava semplicemente ad ascoltare in silenzio. Penso che non le interessasse l’aspetto religioso dell’ebraismo, bensì l’aspetto etico."
"Interesse per la natura"
"Come potevo sapere quanto fosse importante per Anne vedere uno spicchio di cielo azzurro, i gabbiani in volo o il castagno, se non aveva mai mostrato interesse per la natura? Ma quando si è sentita un uccellino in gabbia ha desiderato ardentemente il contatto con la natura. A confortarla bastava il pensiero dell’aria aperta. Però ha tenuto per sé tutti questi sentimenti."
L’ippocastano
Dalla soffitta Anne riusciva a vedere quest’albero.
"Mi rattristavo profondamente quando leggevo quanto fossero dure le parole di Anne nei confronti di sua madre. Nella sua ira dopo un battibecco Anne dava libero sfogo ai suoi sentimenti. Mi addolorava leggere che Anne spesso interpretava male i punti di vista della madre. Fu un vero sollievo apprendere nelle pagine successive che Anne comprendeva come a volte fosse colpa sua se non riusciva ad andare d’accordo con la mamma. Era perfino dispiaciuta di quello che aveva scritto."
Autocritica
"Ovviamente sapevamo tutti che Anne teneva un diario. In alcune occasioni ci ha letto degli episodi e dei racconti spiritosi e ha anche chiesto più volte a Johannes Kleiman se voleva spedirne uno a qualche rivista, tanto grande era il suo desiderio di vedere pubblicato uno dei suoi scritti. Non ci ha mai letto nulla che la riguardasse personalmente e quindi non abbiamo mai saputo quanto si stesse sviluppando la sua personalità. Fra tutti noi era la più dotata di autocritica."