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Leggendo il libro di Anne Frank, mi sono resa conto di cosa può accadere nel corpo di una ragazza che subisce questo orrore. In Anne molte volte mi sono identificata!

Gaia Musacchio, 12 - Maschito - Italia - 13 gen 2017

Devo ammettere di non aver mai letto il diario di Anna. Ma conoscevo come molti la sua terribile storia e dunque, in questi giorni in visita ad Amsterdam non mi sono fatto intimorire dalla lunga fila e dal freddo per conoscere da vicino quella che è stata, penso, una prigione condivisa con altri nella paura, un giorno, forse poter essere scoperti. Purtroppo l'epilogo lo conosciamo tutti. Dobbiamo essere grati ad Anna per l'importante testimonianza che ci lascia di quel terribile periodo vissuto dal popolo ebraico e con esso dal mondo intero. E' triste pensare che a lei ed a tanti altri bambini sia stata negato, per la follia degli uomini, la possibilità del diritto di vivere una vita.

Aldo Calderaro, 62 - Siracusa - Italia - 5 dic 2016

Con i miei genitori entro nella stanza di Anna. Dopo la sensazione di soffocamento percepita nelle altre stanze, vuote, scure, silenziose, ecco percepibile della luce: la diffondono le foto attaccate al muro di artisti, attori, di reali inglesi.

Chiara Acampora, 18 - Portici - Italia - 29 ago 2016

Cara Anna, l'anno scorso ho visitato la tua casa e dopo essermelo ripromesso per l'ennesima volta ho deciso di comprare il tuo diario. L'ho letto e ne sono rimasta molto colpita. Ti ho immaginata nei tuoi ultimi giorni, quando ormai dovevi essere veramente certa di morire, ancora aggrappata a quel barlume di speranza che ti tenava in vita. Ho letto il tuo diario e mi sono sentita stupida perchè mentre io mi abbatto per una delusione d'amore, tu ti tenevi così aggrappata all'esistenza e trovavi il modo di sorridere nonostante il modo in cui fossi costretta a vivere, nonostante tu avessi la morte in faccia. Dovrei rileggere più spesso le tue parole per apprezzare di più quello che possiedo, invece che pensare a quello che non potrò mai avere.

Mariella Martella , 23 - Italia - 19 lug 2016

Quel Diario era in possesso di mia sorella; non ho mai capito il motivo per cui, a me, fosse vietata lettura. Era il 1976, avevo 14 anni sebbene ne dimostrassi 10. Quel Diario era un sospeso della mia vita come se fosse un appuntamento con Anna cui presentarmi, però al momento giusto. Quest'anno ci sono arrivato a quel Diario, così misterioso, così magnetico, e così Anna è entrata nella mia anima. Ho letto il suo Diario 4 volte consecutive, con una attenzione e profondità che mai avevo riposto ad altro libro. Il 20 giugno mi sono presentato per incontrarla; ho subito pensato che, quando tornerò, perché io tornerò, andrò subito nella sua stanza per stare -solo con Lei- un tempo ragionevole di solitudine che voglio poter vivere come Privilegio, come Valore aggiunto alla mia vita. Voglio credere che in ragione della Fisica quantistica, sussista una connessione fra Anna e me. Sto scrivendo il mio diario, rivolgendomi a Lei; disporrò affinché possa essere consegnato alla Fondazione. Vivere con Anna nel proprio dna è il Dono più bello che possa capitare in vita. Andrea Schinardi, 54 - Uta CA - 6 luglio 2016

Andrea Schinardi, 54 - Uta - Cagliari - Italia - 6 lug 2016

Nel lontano 1967 "incontrai" Anna per la prima volta. Avevo 13 anni e per me significo' non lasciarla più... Stare dalla sua parte vuol dire ancora indignarsi per le ingiustizie, le discriminazioni e i pregiudizi, purtroppo cosi attuali nel mondo "presente". Occorre vigilare sempre perché l'orrore non si riaffacci in questa Europa intollerante e pronta a chiudere le sue frontiere. Tra cinquanta anni qualcuno ce ne chiederà conto...

Danila Orlando, 62 - Genova - Italia - 5 giu 2016