Raccolta di fondi

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Trascrizione tradotta di una trasmissione radiofonica dell’emittente olandese AVRO sulla raccolta di 55.000 fiorini olandesi per il rinnovo della Casa di Anne Frank. 

Lo scopo dei volontari e dei presentatori del programma è quello di raccogliere i 60.000 fiorini olandesi necessari per mantenere aperto il museo per un anno mentre la Casa di Anne Frank cerca di ottenere fondi governativi. Otto Frank interviene al telefono.

Van Harte (letteralmente: “Cordialmente”) 

Un’ora e un quarto di diretta radio per contribuire a una buona causa, sempre che siate pronti ad ascoltare! 

La prossima settimana si svolgerà la commemorazione per i 25 anni dalla fine della guerra e dalla liberazione dei Paesi Bassi. Non è possibile aprire un quotidiano o una rivista oppure seguire un programma televisivo o radiofonico, senza essere riportati a quella primavera del 1945, che avrebbe dovuto rappresentare una svolta radicale. Tutto sarebbe stato meglio. Avevamo imparato, capito e, alla fine, ne avevamo anche pagato il prezzo. 

Nella primavera del 1970 forse quegli eventi non vi toccano più. Tutti noi sappiamo chi era Anne Frank. Quella bambina dell’Alloggio segreto vicino a Westertoren, che spiava dalla sua cameretta e di cui sentiva le campane, che rintoccavano lente perché il tempo non passava mai. Proprio qualche giorno prima della commemorazione dei caduti e della festa della liberazione abbiamo sentito dire che la Casa di Anne Frank minaccia di essere chiusa. Non ci sono più fondi e i restauri necessari non possono essere eseguiti. La vera domanda è: chi paga per questo?

“Il signor Frank ha fatto molto per la Casa di Anne Frank. Tanto per cominciare, tutte le volte che ci trovavamo in difficoltà ha provveduto a eseguire regolarmente donazioni grazie all’Anne Frank Fonds di Basilea. L’Anne Frank Fonds riceve i diritti d'autore dalle vendite del diario tradotto in 47 lingue straniere. Gli interessi di questo capitale vengono investiti per finanziare varie istituzioni distribuite in tutto il mondo che lavorano in nome di Anne Frank o nel suo spirito. Il signor Frank, d’accordo con il consiglio direttivo dell’Anne Frank Fonds, ha stabilito che i fondi non devono essere destinati solo ad Amsterdam. Il libro viene letto in numerosi paesi, pertanto è giusto distribuire il denaro in tutto il mondo”. 

“E le entrate dirette?”

"Le entrate dirette della Casa di Anne Frank arrivano per lo più dalle donazioni dei visitatori. Lo scorso anno il contributo è stato pari a 58,5 centesimi per ciascun visitatore. Non è affatto poco per la casa che è a ingresso gratuito. Riceviamo inoltre un sussidio di 10.000 fiorini dal Comune di Amsterdam per la conservazione dell'Alloggio segreto”. 

Non riceve niente dal governo?

“No, niente dal governo. Stando a L’Aja, la Casa non è un museo, non contiene oggetti di valore. Sono questi i criteri di valutazione secondo il ministero della cultura”. 

E la capitale olandese offre 10.000 fiorini?

“Sì, 10.000 fiorini”.

Nel 1944 Elly e Miep trovano un diario nel’Alloggio segreto. La guerra continua ad infuriare. Arriverà anche l’Inverno della Fame. 

Bep Voskuijl: "Nell’agosto del ’44 gli inquilini dell’Alloggio segreto furono portati via. E dopo qualche tempo, forse un mese più tardi, non so di preciso, due settimane, non sono sicura, sì, allora abbiamo trovato varie cose nella Casa di Anne Frank, negli uffici, a dire il vero, e naturalmente allora non si chiamava Casa di Anne Frank. 

“Ma… che aspetto aveva il diario?" 

Bep Voskuijl: "Il diario aveva l’aspetto, sì, solo il primo era un diario vero e proprio, il resto era composto da quaderni di esercizi, anche fogli sciolti, perché non riuscivamo a trovare quel tipo di diario durante la guerra. Il primo  era un vero diario, proprio con la forma di un diario."  

"Ha capito subito che doveva appartenere ad un bambino?" 

Bep Voskuijl: "Sì, lo abbiamo capito, sapevamo che Anne teneva un diario. Si sedeva e si metteva a scrivere e nessuno poteva avvicinarsi in quei momenti. Prendeva nota di tutto. Sì, sapevamo che stava scrivendo."

“Anne Frank è stata uccisa. Una tra tanti milioni di vittime, è vero, ma il suo diario ci fa ricordare una guerra spietata, un nemico inumano. Il suo diario e l’Alloggio segreto vivono  ancora! 

"Personalmente ho sempre presente il pensiero di una bambina, una ragazzina ebrea, come tanti miei studenti, che ad un certo momento durante il periodo in cui dovette vivere reclusa, prima che la distruzione iniziasse, ha riflettuto sul significato di tutto quello che è avvenuto. Non sono molti i ragazzi in grado di comprendere veramente questi avvenimenti. Questa ragazza ci è riuscita. E lo ha fatto in modo tale da continuare a far risuonare la sua voce in tutto il mondo, ogni volta. E penso che per chi vive nella solitudine e nell’oppressione in qualsiasi parte del nostro pianeta quella voce continui a riecheggiare. Questo è il significato che ha per me. Quando guardo quei documenti, allora vedo quello che effettivamente è successo. È compito dei sopravvissuti fare tutto il possibile affinché non avvenga ancora e credo che i visitatori che vengono qui lo comprendano. È di fondamentale importanza che tante altre persone vengano istruite e reclutate, per opporsi contro una ripetizione di eventi simili." 

Il rabbino Soetendorp di  Amsterdam trova le parole per esprimere i nostri sentimenti. L’Alloggio segreto non è un monumento morto, ma una testimonianza viva. Nessuno ne è più certo di Otto Frank, il padre di Anne.   

"Per me è una specie di testamento. Anne ha scritto nel suo diario, innanzitutto: ‘Voglio continuare a vivere dopo la mia morte.’ E poi: ‘Se sopravvivrò voglio lavorare per gli altri. Cosa posso fare ora?’ Queste due affermazioni, e spero le sia chiaro, rappresentano per me la base e sono direttamente legate alla Casa di Anne Frank."

Signore e signori, mi rivolgo nuovamente a voi. Condivido con voi l’opinione che la pubblica amministrazione dovrebbe garantire la conservazione della Casa di Anne Frank. Nessun contributo dal ministero e soltanto 10.000 fiorini l’anno dal comune sembrano essere molto pochi per questo monumento. Comunque, se ci fermiamo a questa constatazione non aiutiamo nessuno. La Casa di Anne Frank ha urgente bisogno di essere restaurata. I lavori dovrebbero iniziare entro sei mesi se vogliamo rimanere aperti. La somma di cui abbiamo bisogni è 60.000 fiorini. 

Sarebbe fantastico se riuscissimo a raccogliere questa somma insieme stasera. Ma anche con 40.000 fiorini il consiglio direttivo può dare il via ai lavori. 

Ascoltatori, la Casa di Anne Frank deve rimanere aperta, come un avvertimento contro la dittatura, la discriminazione, il terrore. Entro una settimana commemoreremo la liberazione. Non dobbiamo dimenticare. I più anziani non devono dimenticare perché la primavera del 1945, con i progetti per un mondo migliore, è stata una parte della loro vita, i giovani non devono dimenticare perché a loro deve essere risparmiata questa follia in futuro, lo speriamo ardentemente. La chiusura della Casa di Anne Frank rappresenta da un verso un ricordo, dall’altro un avvertimento. Teniamo aperti i battenti della Casa di Anne Frank! Vi chiedo di raccogliere una somma di 60.000 fiorini, 60.000, a partire da questo momento fino alle 7 e mezzo! Aiutateci a non far tacere la voce degli anni 1940-1945 soltanto perché oggi nel 1970 molte sono le cose ancora da dire. Rimanete in ascolto e aiutateci.